Zingara, la barca “casa comune” di centinaia di amici, di storie di mare, di passioni e di tanta parte della nostra vita, non c’è più.
Venerdì 31 agosto 2007 Zingara è affondata nel tratto di mare compreso tra Cagliari e Trapani a circa 75 Mg da Trapani.
Mojmir ed il suo equipaggio sono stati tratti in salvo dalla nave Kate Ellis dirottata sul posto dopo l’attivazione dell’ EPIRB di bordo. Sono stati portati a Cagliari ed ora sono nelle loro case. Stanno tutti bene.
E’ difficile per me trovare le parole per descrivere il vuoto che ognuno di noi sente dentro. Posso solo dire che una parte di noi è in fondo a quel mare profondo con Zingara, l’acqua salmastra ci riempie la bocca e i polmoni, ci toglie il respiro e ci impedisce di lanciare l’URLO che ci sentiamo dentro, vorremmo almeno parlare, continuare a narrare storie, possiamo solo ricordare e sognare.
Fabio Rosciglione
Presidente dell’Associazione Amici di Zingara
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21 risposte finora ↓
Mario Finzi // Settembre 2, 2007 a 9:41 pm
Da tempo non navigavo su Zingara ma questa notizia mi ha colpito duro, come la perdita di un’amica carissima.
Per me Zingara è stata un’indimenticabile esperienza, preziosa, di vita. Un modo e una ragione di stare con amici vecchi e nuovi, di condividere progetti, idee, iniziative e sentimenti. Mi sentirò sempre un “amico di Zingara”.
Vi abbraccio tutti con tanto affetto e spero che prima o poi ci lasci il dispiacere e ci rivenga la voglia di parlarne, e, come dice Fabio, di ricordare e sognare.
mario
Rossa // Settembre 3, 2007 a 12:25 pm
3 settembre 07
Sono ancora sconvolta, non riesco ad accettare la notizia che Zingara non c’è più. In tanti anni di navigazione e peripezie, di belle e meravigliose esperienze condite anche da tante avarie, problemi tecnici e di imperizia nautica; evidentemente mi ero intimamente convinta che niente di gravissimo potesse accadere ad una splendida vecchia signora del mare come sempre ho percepito Zingara. Pensarla mentre si inabissa per sempre mi dà lo stesso insopportabile dolore che dà perdere una persona conosciuta,intima, cara.
Così ho sempre vissuto Zingara, come una di famiglia, e ho pezzi di vita importanti legati a lei e ai mondi che mi ha portato a conoscere.
In questo momento ho 2 ricordi in testa: quando con Mojmir e Fabio la siamo andata a vedere al porto di Anzio dove era in vendita e, al primo sguardo, mi sono perdutamente innamorata. Ne ho sentita l’anima marinara e gli acciacchi di anziana del mare,l’intrinseca bellezza. Un colpo di fulmine e una solidarietà direi di segno femminile. Un legame profondo affettivo che meglio non so dire ma che, salendo a bordo, mi faceva toccare i suoi legni e paratie con gesti delicati e carezze affettuose. Perfino con la sentina mi sentivo in familiarità partecipata!
Poi negli ultimissimi anni, fatti della vita mi hanno impedito di navigare, fino a questo giugno quando ho un desoderio irrevocabile mi ha portato a tutti i costi a tornare, almeno per qualche giorno, alla mia signora del mare.
L’ho raggiunta a Ponza – Cala Feola. Già vederla dall’alto mi ha emozionato.
Bella, bellissima, speciale!
Ho lo stranguglione in gola e un subbuglio nell’anima riesco solo ad aggiungere GRAZIE ZINGARA. Grazie vecchia amata signora del mare, ti tengo per sempre in un angolino del cuore.
Rossa
Luigi Cerri // Settembre 3, 2007 a 3:39 pm
Fra la primavera e l’estate del 2001 ho passato tanti fine settimana alla Corricella, insieme con Mojmir e altri amici, per preparare Zingara alla grande avventura mediterranea. Da qualche giorno il ricordo di quel periodo si è velato di nostalgia come quello dell’infanzia felice.
Un abbraccio a Mojmir, a Fabio e a tutti gli amici dell’associazione.
Gino
Gioacchino // Settembre 3, 2007 a 6:22 pm
senza parole,nel silenzio del fondo marino, un magone e una cascata di ricordi,
grazie zingara
Flora e Antonio // Settembre 3, 2007 a 6:23 pm
Ci uniamo al profondo dolore di voi tutti per aver perso “Zingara” luogo di incontro, solitudine, amicizia, armonia, dolcezza e spensieratezza.
Il suo ricordo, quando a vele spiegate solcava il mare, resterà per sempre nei nostri occhi e nei nostri cuori. Zingara ci ha dato la possibilità di conoscere ed incontrare persone interessanti con le quali abbiamo trascorso momenti molto belli che non si dimenticheranno facilmente.
Flora e Antonio
Enrico // Settembre 4, 2007 a 7:35 am
UNA DOMENICA PER ZINGARA
Mi domando chi sei
mentre ti aspetto a Cavour
nell’umido dello scirocco invernale
il metrò che rigurgita lento
fiotti assonnati
di romani multirazziali
e turisti della prima ora.
Sei ceco, monticiano, mediterraneo?
Sei un ladro di cuori che poi metti in acrilico
un armatore levantino
un indomito capitano?
Ma poi spunti
da dietro la macchina
e comprendo che oggi
sei solo il mio caporale
e poi capomastro
aspettiamo insieme
un altro manovale che non giunge
il suo no obliato sul tuo cellulare.
Quattro chiacchiere con una Calabrocanadian
che stamani è di Porta Portese
tu la regali con savoir faire all’Atac
perché hai fretta e partiamo
il tragitto è tortuoso
poi di velocità folle
e arriviamo.
In breve ho i guanti di plastica
ed un rullo da verniciatore in mano
oggi uno strano rosso è il mio colore
che stendo sagace sui fianchi di Zingara
quasi danzando in piedi
o accoccolato su un ondeggiante ponteggio.
Attento attento a non sbagliare
che il capomastro può degradarti a galoppino
occhio: non sbafare segui la riga
non il corso dei tuoi pensieri
che senso ha domandarti se per caso
non stai buffandoti in un hobby di troppo
per fuggire a qualcosa?
Si lavora con allegria
un vicino solitario
ci regala la musica
c’è con me un giovane
mercenario dacio
che con queste domeniche
comprerà un po’ della sua casa di Ostia
poi spuntano altri volontari
tute e cappelli variopinti
il capomastro dà a ciascuno il suo compito.
Una fiancata è finita
ho il privilegio di chiamare lo stacco
panini masticati con parole di politica e barche
sorsi di birra e presentazioni
Dura poco e si è di nuovo al lavoro
ora sono sulla fiancata di manca
il vento da scirocco ha virato a greco
e a tratti mi porta l’odore freddo del fiume
che a fianco a noi scorre ancora alto in silenzio
di vernice sono tutto uno schizzo
molecole di polimeri nelle nari
ma i miei muscoli ancora rispondono
Ora che succede?
Il capomastro è deluso
sull’altra fiancata
ho coperto un po’ di preziosa vernice
che segna il delicato confine
fra linea di galleggiamento e opera morta
mi difendo accusando la luce
ma so che è un pretesto meschino
non ricordo dov’era allora la mia mente
forse persa ad immaginar questo legno
che il mare solca sicuro
le sue quattro vele piene di vento…
Ma ti vedrò davvero così Zingara?
Calpesterò i tuoi paioli
la cui vernice ha lasciato
sulle mie vesti indelebili tracce?
Cazzerò mai le tue scotte?
Poggerò la mia mano sulla tua ruota?
E’ quasi tardi
il sole a ponente è già basso
il capomastro mi affida la macchina
il suo odore di trascuratezza mi piace
mi ricorda quello della mia
con in più il secco del sigaro
riaccompagno il dacio
nel traffico di Ostia
tornando verso nord
fiancheggio sparse nei campi
le vestigia di una nostra civiltà antica
e mi chiedo quanto essa dovesse alla vela.
Son rientrato
riordiniamo e si riparte
ora siamo nel traffico di Roma
semiabusivo e scorrevole
come le nostre parole
Sono tornato a Cavour
ancora un alito di freddo in moto
ma poi della mia casa il caldo abbraccio
questa domenica per te Zingara
è scivolata via presto
quindi mi è lieve
donartela di nuovo
impastando
i miei ricordi
con questi versi
nel primo mattino.
Enrico 13.2.2006 fra le 5 e le sei del mattino.
Enrico // Settembre 4, 2007 a 7:36 am
Delfini
Sbucarono fuori al crepuscolo
in quella sera di giugno
or non rammento di preciso dove
sol che le Pontine eran ormai a poppa
mentre di Ischia le luci ancor non si vedevan
il motore girava ritmico e con rumor sordo
che di aria un movimento effimero
alle vele ci aveva illuso per una corta ora.
Eran in tre e giunsero da dritta
quasi accosti al pozzetto
nel petto del casuale avvistator
suscitando stentoreo grido
della ciurma tutta da più sommesso coro di stupor seguito.
Per una manciata di secondi
accanto al nostro legno scivolaron lesti
solo un di loro (il capo? il più ardito?)
guizzò fuori un attimo a mostrarsi tutto
quasi ad accertarsi
di essere stato scorto
e immaginai il suo occhio
che la luce morente mi impediva di veder
vivo ed ammiccante cercare i nostri sguardi.
Poi si portaron a prua
siluri di ghisa dalle bianche pance
nel mare ormai piombo chiaro
si confondean a tratti
e li restaron più a lungo
a turno giocando
di Zingara a sfiorar la prua
il pilota automatico ancor vivo
lo spettacolo regalava a tutti:
ombre umane dal pulpito sospese.
Era poi notte fonda
eravam due al nostro turno intenti
a guardar le navi sfilare
nel mare da una mezza luna illuminato
quando apparvero di nuovo
sempre in tre
sempre loro pensammo
che per miglia ci avean seguito
e ora di nuovo rispuntavano.
Solo e silenzioso mi portai a prua
lasciando l’amico di guardia nel pozzetto
le nostre confidenze notturne interrotte
e li stetti a lungo
a seguir come inebetito le loro danze
sotto i raggi della luna
poi ritornai indietro
per dir all’amico:
guarda ora vai tu che ci sono ancora
ed egli andò
e quando lo vidi
tornar indietro dopo breve tratto
capii che erano andati via
belli veloci e liberi
come anche ognun noi
d’essere sogna
nel grande mare della vita.
Apparizione di una notte di metà giugno 2006 in crociera su Zingara verso Malta
Fabrizio Parascandolo // Settembre 4, 2007 a 7:13 pm
Ho vissuto momenti e giorni felici su una signora barca, con amici speciali.
Quando ieri sera ho appreso la triste notizia ho avuto le stesse sensazioni come quando ci lascia una persona cara.
Sono profondamente dispiaciuto.
Spero che il patrimonio di umanità che si è creato negli anni intorno a Zingara non vada disperso e che si possa trovare una forma perchè tutto ciò continui a vivere.
Un abbraccio forte a Fabio, a Mojmir ed a tutti gli amici di Zingara.
Napoli 04/09/2007 Fabrizio Parascandolo
Cristina // Settembre 4, 2007 a 7:15 pm
La prima volta che sono giunta a Zingara è stato per caso, un pomeriggio di marzo del 2002.
Molly e Franco mi avevano più volte parlato di Zingara e dell’associazione che era nata un anno prima intorno ad un progetto affascinante ed ambizioso ad un tempo: la Crociera Mediterranea di Zingara.
Così, per poter passare un pomeriggio in compagnia dei miei amici, mi sono ritrovata a fare il mio primo “lavoretto” su Zingara: lucidare gli ottoni.
La barca era un enorme cantiere a cielo aperto, nel quale si trovavano a lavorare tante persone diverse, accomunate da una grande passione comune: Zingara. Ho imparato che quell’immagine si sarebbe ripetuta spesso, e che faceva parte di lei. Infatti, ogni volta, come per magia, riusciva sempre a ricomporsi nella bella signora del mare quale era nel mio cuore e nella mia mente, anche se un po’ scapigliata.
Poi è arrivata la mia prima navigazione, così per caso, quasi per scommessa con me stessa, e me ne sono definitivamente innamorata. La rotta dalle Egadi ad Otranto è stata entusiasmante, come tutte le crociere degli anni a venire, un susseguirsi di scoperte ed emozioni, con un modo nuovo di vivere che non appartiene solo al navigare, ma al navigare su Zingara e con Zingara.
E a Zingara si deve anche quel gruppo di persone, Gli Amici di Zingara, che tanto significano per me. Un incontro di donne e di uomini, ognuno con la sua storia, con cui ho avuto modo di condividere tanto, anche grazie al privilegio di seguire la segreteria dell’associazione.
In questi giorni i ricordi di quelle crociere si affollano, anche se non trovo il coraggio di sfogliare le foto per dare corpo alle immagini. Preferisco il ricordo legato alla memoria, come se potessi oltre che vedere, anche sentire nuovamente i suoni, gli odori e il vento che mi accarezza.
Zingara e i suoi amici mi hanno donato momenti d’intensa emozione: Venezia, la navigazione lungo il Bosforo fino al Mar Nero, una splendida luna piena nella baia tra Despotikos e Antiparos, la veleggiata attraversando lo stretto di Messina con il vento in poppa che sembrava quasi di volare, la pioggia di stelle a Mljiet, le Kuriat, il barbecue in una baia deserta a Simi con il pescatore Nikita, il bagno di notte nelle acque sulfuree di Vulcano, la festa a Procida per il rientro di Zingara in Italia, con le alici fritte ed il vino bianco freddo, dove ho potuto dare un volto a molti amici ai quali scrivevo da anni ma che non avevo ancora incontrato.
Non riesco ancora a farmi una ragione di quanto è accaduto e vorrei solo dare voce al dolore e allo sconforto, alla rabbia dell’impotenza, ma leggere i pensieri e i ricordi di molti di noi mi fa sentire ancora una volta la potenza, la poesia e la bellezza del Viaggio di Zingara e se “il paradiso non è la meta ma il cammino” allora voglio ringraziare Zingara per la fetta di paradiso che mi ha donato.
Cristina
Cosimo // Settembre 6, 2007 a 11:44 am
Ciao Zingara
con te ho raggiunto le mie idee
e ho trapassato il tempo
così mi hai donato in sogno la rotta per mari e genti
tra venti e calme piatte
e in mezzo alle correnti
resto qui guardiano di tutti i tuoi orizzonti
e il vento e le maree anche se tanto forti
non mi faran stancare di cercarti in tutti i porti
Un’altra volta ancora
vorrei salire a bordo
perché di sol ricordo è triste il mio pensier.
Addio mia grande amica
sei stata e resterai
dinuovo la mia Vita.
tuo marinaio
Cosimo
adesso tra le buie correnti correnti dei fondali
sei scrigno di geometrie di pace
Anna Maria // Settembre 6, 2007 a 4:38 pm
Tantissimo debbo a Zingara, non ultimo il fatto di aver conosciuto posti meravigliosi: la Croazia, Creta, lo stretto di Corinto Malta con Gozo e Comino, le coste bellissime di Corsica e Sardegna.
Grazie Zingara!
Anna Maria
Alice // Settembre 6, 2007 a 4:46 pm
Sono solo due anni che faccio parte dell’associazione di Zingara, eppure Zingara e il suo equipaggio mi hanno dato molto.
Durante le vacanze trascorse su Zingara ho imparato tanto sul mare e sulla barca e avrei voluto imparare molte atre cose ma purtroppo non posso più.
Sono ancora scioccata dal fatto che adesso Zingara si trovi in fondo al mare e solo al pensiero mi viene da piangere, sono qui seduta davanti a una scrivania e mentre una lacrima scende sul mio viso, ripenso a tutti quei momenti passati su zingara, momenti di grande gioia che rimarranno sempre incisi nel mio cuore.
Alice
Marco Licio // Settembre 11, 2007 a 10:38 pm
Io non ho mai avuto il piacere/onore di conoscere Zingara, una volta ci siamo stretti la mano ad Ostia così, come due amici che vengono presentati per la prima volta. Quando me ne parlavono ho sempre avuto l’impressione che non era soltanto una “Barca”, ma era come una vecchia amica che si metteva a disposizione di amici, figli, parenti e conoscenti, per poterli far stare insieme.
Purtroppo non ho mai potuto accettare uno dei tanti inviti per poter passare un weekend con lei, ma questo non significa che non mi la conoscevo e che non mi dispiaccia per la sua fine. Sono rimasto malissimo per la notizia e con queste due righe colgo l’occasione per mandare un bacio grande a zio ed un caloroso abbraccio a tutti coloro erano legati a questa giovane signora che ora riposa in fondo al mare.
Con tanto affetto.
Marco Licio, Monica ed Axel
Carmelo // Settembre 11, 2007 a 10:41 pm
ciao a tutti sono il restauratore del legno che anni addietro fece dei lavori di manutenzione alla zingara,sono molto dispiaciuto x quello che è successo … dovrei essere a roma nei prox giorni e mi piacerebbe rivedere qualcuno della associazione con i quali ho condiviso i bei giorni passati tra roma ed il porto d’ormeggio di zingara … spero a presto … lelo
Rossella // Settembre 15, 2007 a 8:18 am
Sembra uno scherzo, sono esterefatta!!!
Una brutta allucinazione? penso
di no, dai tuoi toni … non ci sono parole … il resto è silenzio.
Beatrice // Settembre 15, 2007 a 8:18 am
Ditemi che non è vero!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Una notizia che non avrei mai voluto leggere.
Un abbraccio forte a tutti voi, con tutto il mio cuore.
sandro // Settembre 15, 2007 a 8:19 am
Caro Fabio, sono senza parole
mi dispiace tantissimo
… posso solo immaginare quello che Zingara era per voi
un abbraccio
Giulia // Settembre 15, 2007 a 8:20 am
Ho ricevuto la mail di Fabio , anche io non trovo le parole per descrivere la tristezza e il dolore per questa sventura … sono molto addolorata e partecipo con Fabio, Fabrizia e tutti gli amici di Zingara a questo grave evento. un bacio .
Cristina Alì Farah // Settembre 19, 2007 a 10:16 pm
ZINGARA!
“Siamo una collana di perle che è stata recisa; le perle sono rimbalzate da tutte le parti”.
Piera // Settembre 25, 2007 a 11:35 am
addio affettuosamente a Zingara.
Piera
Maria Cristina // Settembre 26, 2007 a 1:46 pm
La mia prima lettera è andata persa forse in fondo al mare come Zingara …
Non ha avuto molte occasioni per conoscere le piacevoli sensazioni che si potevano provare viaggiando che te ma i racconti di mio fratello Fabio mi hanno ugualmente trasmesso quanto tu sei stata importante e quanta gioia hai regalato a lui a Fabrizia e tutti i loro compagni di viaggio.
Sei stata e rimarrai una parte di vita importante e gli abissi del mare non serviranno a cancellarti.
Maria Cristina Rosciglione